giovedì 19 gennaio 2017

Gazzettino 19.01.2017
MOVIMENTO PER LA DIFESA

                         DELLA SANITA’ PUBBLICA


                                                                            COMUNICATO

E’ bastata un’epidemia influenzale per scoperchiare il vaso di  Pandora!

Ci riferiamo alle notizie di questi giorni che riguardano il nosocomio di Mestre (ospedale provinciale HUB con tutte le eccellenze specialistiche) della nuova ULSS 3 Serenissima. All’articolo del Gazzettino del 18/01/2017 “…..la Direzione sanitaria dell’Angelo ha deciso di sospendere i ricoveri programmati a fronte dell’eccezionale flusso di pazienti provenienti dal Pronto Soccorso. Uno stato di crisi che va avanti da almeno un mese e che in questi giorni è arrivato al suo culmine. Non solo, la Direzione ospedaliera ha chiesto ai reparti di accelerare, per quanto possibile, le procedure di dimissioni dei pazienti in cura, così da avere più posti liberi da assegnare ai  pazienti provenienti dal Pronto Soccorso….”

Siamo stati  facili profeti quando in un’apposita conferenza stampa avevamo denunciato proprio qualche mese fa (28 novembre) che il numero dei posti-letto era insufficiente a  Venezia, così come pure a Mestre (soprattutto con la fusione con le ex ULSS13 e ULSS14). L’Ospedale all’Angelo fu progettato per un bacino ben diverso da quello di oggi che serve circa 650.000 utenti.

E’ da anni che sollecitiamo la Regione a rivedere le schede ospedaliere proprio per non arrivare ad emulare l’ospedale di Nola dove i sanitari sono stati costretti ad intervenire per le emergenze curando le persone sul pavimento.

Abbiamo sempre sostenuto (ne è testimone la V Commissione) che le dotazioni ospedaliere approvate dalla Regione, non sono solo insufficienti, ma non sono nemmeno calibrate ai bisogni-necessità della popolazione soprattutto in mancanza di un Osservatorio epidemiologico.

Il taglio secco di 175 posti letto deciso per la ex ULSS12 dalla Regione, è stato giustificato con l’apertura sul territorio di “strutture di ricovero intermedie”, peraltro mai decollate, e “Medicine di Gruppo Integrate” aperte H.24 per sette giorni settimanali. Purtroppo queste ultime si contano sulle dita di una mano e funzionano 5 giorni per 12 ore. Tutte inadempienze che aggravano il collasso dei Pronto Soccorso.
La settimana scorsa, a Mestre, un utente ha dovuto (pazientare) 10 ore per  4 punti di sutura alla mano!

Il provvedimento di annullare i ricoveri programmati è inaccettabile!
Alla Regione chiediamo l’aumento dei posti letto e l’attivazione urgente delle strutture territoriale.
Al Sindaco Brugnaro chiediamo di intervenire urgentemente per garantire ai cittadini i posti letto necessari e, conseguentemente, un adeguato ampliamento del personale sanitario.

Al personale medico e d infermieristico va tutta la nostra solidarietà per le condizioni stressanti e di disagio in cui sono costretti ad operare.

lunedì 21 novembre 2011

Presentazione della petizione per la Salvaguardia dell’Ospedale Civile SS.Giovanni e Paolo di Venezia

La causa che stiamo portando avanti, ovvero la salvaguardia dell’Ospedale Civile di
Venezia (unico ospedale che serve il centro storico, le isole e non solo) è sicuramente
figlia del tempo storico che l’Italia sta vivendo.
Mai avrei pensato che cittadini qualunque, quali siamo i miei fratelli, io e il gruppo di
amici che ci affianca, avrebbero sentito la necessità di impegnarsi civilmente per
sostenere un diritto inderogabile quale quello alla salute.

E’ evidente che anche in questa vicenda sono state applicate logiche di strategie
economiche (che spesso risultano sprechi) e che, come ormai avviene in svariati
settori, non è stato dato ascolto agli operatori, a quelle persone cioè che conoscono,
lavorano, vivono la materia su cui si argomenta.
Nella incombenza del momento non ci interessano le premesse, le cause e le
concause che hanno generato lo sfacelo. Esse appartengono alla storia
dell’amministrazione politica dell’Italia, in generale, e di Venezia e del suo ospedale
in particolare.

Ciò che a noi, e a tutti i firmatari della petizione, interessa è che sia ristabilito e
garantito il diritto alla salute nel pieno rispetto del malato.
L’attuale “riassetto” dell’Ospedale Civile di Venezia (con periodico e costante
ridimensionamento di reparti e servizi essenziali quali pneumologia, ematologia,
cardiologia, radioterapia, gastroenterologia, angiologia, terapia antalgica,
oculistica,…con medici a “scavalco” tra l’ospedale di Venezia e quello all’Angelo di
Mestre, con la riduzione del personale medico e paramedico, con la mancata
dismissione e contestuale sostituzione di macchinari obsoleti con le emergenze
cardiologiche dirottate a Mestre, con le operazioni alla mammella che attendono in
loco il chirurgo da Mestre….) lede questo diritto.

E tale “riassetto” è tanto più lesivo, cieco e sordo perché portato a compimento in un
tessuto cittadino unico al mondo.
Venezia è bella anche perché ha saputo esaltare la fragilità e la complessità del
proprio territorio con intelligenza ed armonia, ma proprio questa sua specificità ne
rende complicata e difficile la viabilità.

Se per un malato veneziano deambulante raggiungere l’Ospedale all’Angelo di
Mestre può diventare un'odissea (arrivare a piedi, o dopo un percorso in autobus,
all’approdo più vicino casa, salire su uno o più vaporetti probabilmente già
sovraffollati, scendere a Piazzale Roma , irrisorio il numero di treni che ferma alla
stazione dell’Angelo, salire sull’autobus, uno ogni venti minuti e servizio sospeso
nei giorni festivi, dopo buona mezz’ora scendere ad una fermata del centro
commerciale Auchan , scendere e risalire il sottopassaggio della linea ferroviaria,
attraversare una strada percorsa da auto, costeggiare un bel prato e finalmente entrare
in ospedale, curarsi secondo il bisogno, radioterapia quotidiana, chemioterapia,
coronografia, esame più o meno invasivo, intervento day hospital, …, e poi
ripercorrere a ritroso il cammino verso casa) , per uno in condizioni di emergenza può
diventare fatale (e non di rado è già successo). Ed è questo che ci preoccupa.
Già da tempo a Venezia è impossibile eseguire una gastroscopia in urgenza in caso di
sanguinamento gastrico, un doppler in caso di trombosi venosa o di ischemia
arteriosa periferica dopo le 15 dei giorni feriali e il sabato e i festivi (solo per citare
alcuni esempi eclatanti); ma da oggi anche avere un infarto a Venezia è diventato un
lusso, dopo la chiusura di emodinamica.

In una recente assemblea il sig. Padrin (presidente della commissione sanità della
Regione Veneto) ha affermato che a Venezia "va garantita l'urgenza-emergenza.
Trasporti efficienti." Appunto. Una gastroscopia, un doppler, un'angioplastica
coronarica non sono emergenze? Quanto ai trasporti efficienti, qualcuno si è mai
chiesto quanto tempo ci vuole per centralizzare all'Angelo un malato dal territorio,
dal momento della chiamata al 118? Forse bisognerebbe chiederlo a degli esperti e
questi risponderebbero: 90 minuti da Pellestrina, 80-90 minuti da Burano, 70-80
minuti dal Lido, minimo 60 minuti dal Centro Storico di Venezia. Tempi minimi in
condizioni meteo ideali, senza vento di bora, con marea nella norma, tangenziale e
malati mestrini permettendo (sì perché se per caso un malato della terraferma osa
ammalarsi contemporaneamente a un veneziano, ha la precedenza - visto che anche a
Mestre come a Venezia vi è un solo medico del 118 disponibile h 24 - con la
conseguenza che il malato veneziano viene parcheggiato a Venezia in attesa del
primo momento utile per il trasferimento!)

Va da sé, che per un malato del centro storico o delle isole sia improponibile
l’Ospedale all’Angelo di Mestre quale alternativa all’Ospedale Civile di Venezia.
Quello che pretendiamo è che in questioni, come questa, di vitale importanza, i
politici ascoltino le necessità degli operatori e degli utenti e, abbandonando logiche
e sistemi ormai logori e spesso inconcludenti, si spendano effettivamente per il
benessere dei Cittadini che rappresentano.

Al Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni
Al Direttore dell’ULSS 12 Antonio Padoan
Al Presidente della Provincia Francesca Zaccariotto
Al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia
Ai Capogruppo dei Partiti in Consiglio Comunale e in Consiglio Regionale

Petizione Pubblica

OGGETTO: Petizione per la salvaguardia dell'ospedale SS. Giovanni e Paolo
Con crescente apprensione e con grave disagio,

Noi Cittadini Veneziani,
assistiamo al depauperamento ( chiusura e/o decentramento di alcuni reparti, riduzione del personale medico e paramedico ) dell’Ospedale Civile SS Giovanni e Paolo di Venezia. Penalizzazione, questa, forse riconducibile :
- ai vincoli imposti dalle risorse economiche disposte dalla Regione Veneto per le
Aziende Sanitarie ;
- alla scelta politica di finanziare l’Ospedale all’Angelo di Mestre.
Noi Cittadini Veneziani
Chiediamo alle Istituzioni
in nome della specificità morfologica di Venezia, del prestigio, della storia, della
fama di questa città nel doveroso e nel pieno riconoscimento delle sue varie
potenzialità, di:
- mantenere, o meglio, di ripristinare la piena efficienza delle strutture e delle
infrastrutture dell’Ospedale Civile SS Giovanni e Paolo di Venezia,
- rimediare a scelte amministrative inadeguate, che hanno messo in grave pericolo
la copertura sanitaria dei fruitori della struttura ospedaliera del centro storico ,
quali : abitanti di Venezia, del Lido, di Pellestrina, delle Isole limitrofe (Murano,
Burano, Sant’Erasmo) e di altre località quali Tre Porti , Cavallino e Chioggia ,
- garantire, nel diritto ad un’efficiente assistenza sanitaria, le crescenti necessità
della popolazione di tutta la provincia veneziana,
- ricordare che, oltre ai residenti (per lo più anziani), migliaia sono le persone che
abitano o frequentano Venezia per turismo , per studio , per lavoro,
- pensare a Venezia non come a una sede disagiata, ma come a una risorsa del
territorio e dell’Italia.

RACCOGLI LE FIRME TRA COLLEGHI, AMICI, CONOSCENTI!

Scarica il modello da stampare (PDF)

martedì 20 settembre 2011

Il saluto del Dr. Risica

immagine primario RISICA GABRIELE     

Direttore Unita' Operativa Cardilogia O.C.V.
0415294648
ocve.cardiologia@ulss12.ve.it


Attivita' svolta (descrizione)
PRESTAZIONI CARDIOLOGICHE DI DIAGNOSI E TERAPIA PER PAZIENTI AMBULATORIALI E RICOVERATI PRESSO ALTRE UNITA' OPERATIVE DELL'OSPEDALE; RICOVERI ORDINARI, RICOVERI IN DAY SURGERY PER PROCEDURE CHE NON RICHIEDONO RICOVERO (ESAMI EMODINAMICI, CARDIOVERSIONE ELETTRICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE, CAMBI DI PACE MAKER). RICOVERI IN UCIC PER SITUAZIONI DI EMERGENZA / URGENZA DIMOSTRATE O PROBABILI. IL LABORATORIO DI EMODINAMICA E' ATTIVO 24 ORE /24 PER IL TRATTAMENTO DELL'INFARTO MIOCARDICO ACUTO CON ANGIOPLASTICA CORONARICA.
Centri formalmente istituiti
ambulatorio di controllo dei pace maker.
ambulatorio per lo scompenso cardiaco.
ambulatorio per pazienti affetti da patologie valvolari o portatori di protesi valvolari.
Sottolineatura dei punti di eccellenza
ANGIOPLASTICA PRIMARIA PER IL TRATTAMENTO DELL'INFARTO MIOCARDICO ACUTO. ANGIOPLASTICA CORONARICA, CAROTIDEA E PERIFERICA (IN COLLABORAZIONE CON L'AMBULATORIO DI ANGIOLOGIA). TRATTAMENTO DELLO SCOMPENSO CARDIACO REFRATTARIO. IMPIANTO DI DEFIBRILLATORE CARDIACO BIVENTRICOLARE. TRATTAMENTO INTERVENTISTICO DEL PIEDE DIABETICO (IN COLLABORAZIONE CON IL SERVIZIO DI DIABETOLOGIA).
INSERIMENTO FILTRI CAVALI.
CHIUSURA PERCUTANEA DI FORAMI OVALI.
RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE PRESSO IL CENTRO SANITARIO POLIFUNZIONALE DEL LIDO DI VENEZIA.
Articolazione dell'Unita' Operativa
SERVIZIO AMBULATORIALE DI CARDIOLOGIA.
OSPEDALE DI GIORNO (DAY SURGERY)
DEGENZE CARDIOLOGICHE.
UNITA' DI TERAPIA INTENSIVA CARDIOLOGICA.
LABORATORIO DI EMODINAMICA.
LABORATORIO DI ELETTROFISIOLOGIA E IMPIANTO PACE MAKER / DEFIBRILLATORI.

                                                                         Prestazioni
Accedi alla lista delle prestazioni

Links utili

http://www.amicidelcuorevenezia.org Associazione di volontariato Amici del Cuore (tel 041 5295506)


Il saluto


Cari Amici, è venuto il momento di salutarvi; molti di voi lo sapevano da tempo e da un po' la notizia è ufficiale: dal primo ottobre non sarò più il Direttore (Primario) della Cardiologia di Venezia. Dal momento che me ne vado per scelta mia personale, avendo maturato i requisiti per chiedere il pensionamento, ma non costretto per ragioni anagrafiche, ritengo giusto e doveroso spiegarvi il perché di una decisione che alcuni vedranno come un tradimento. Ma per me tradire i miei collaboratori ed i miei pazienti sarebbe stato essere accondiscendente verso certe scelte che non posso condividere: ridurre la quantità delle prestazioni perché non vengono sostituiti i medici significa incentivare il ricorso alle prestazioni private, a pagamento; non adeguare gli organici degli infermieri significa peggiorare la qualità dell'assistenza; fare nomine non meritate significa mettere a repentaglio la vita dei malati. Tutto questo non posso accettarlo. Fare bilanci non mi si addice molto; preferisco sempre guardare avanti e fare progetti al guardarmi indietro. Non vi è dubbio però che questi 13 anni passati a Venezia sono stati per me di grande soddisfazione; mi sento tranquillamente di poter affermare che grazie alla disponibilità, abnegazione e dedizione di persone meravigliose sia tra i miei collaboratori che tra i volontari dell' Associazione Amici del Cuore abbiamo fatto tantissima strada per migliorare il funzionamento della Cardiologia e l'assistenza ai nostri pazienti. E questo risultato, unito alle tante attestazioni di gratitudine che mi sono giunte in questi anni, è stato un regalo certamente voluto e cercato ma altrettanto immeritato e sorprendente. Se a questo nel bilancio aggiungo la grande fortuna di esercitare questo mestiere meraviglioso, beh la conclusione è ovvia. Mi piacerebbe fare un lungo elenco delle persone che in questi anni mi hanno supportato e sopportato, ma per forza di cose dimenticherei qualcuno e quindi mi esimo dal farlo, ma spero che a tutti volontari dell' Associazione, segretarie, OSS, infermieri, caposala e medici della cardiologia giunga la gratitudine che magari ho espresso poco, ma che ho sentito e sento enorme. Altrettanto purtroppo non posso dirmi soddisfatto del versante istituzionale, da due punti di vista. Uno che mi preoccupa maggiormente è rappresentato dall'evoluzione del concetto di salute nel nostro paese e conseguentemente delle scelte politiche ed economiche. Mi pare infatti che si stia passando sempre più dal pensare alla salute dei cittadini come un bene prezioso e quindi come una risorsa ed un diritto da tutelare, al vederlo come un costo sociale insopportabile da far pagare in qualche modo a chi si ammala. Molti penseranno che in fondo è giusto che chi ha disponibilità economica contribuisca in qualche modo, ma io credo che questa contribuzione sicuramente doverosa debba esprimersi con la tassazione generale equa e corretta e non con balzelli inventati di volta in volta dai quali i soliti evasori non verranno mai toccati e che discriminano nell' accesso ad un diritto fondamentale come quello della salute. Si tratta in fondo solo di tenere bene a mente l' art. 32 della nostra costituzione e non cercare di aggirarlo ( “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”). Una delle conseguenze di questo diffuso modo di pensare è che la tutela della salute può essere trasformata in “business” che tradotto in italiano significa “affare”: tu ti ammali ed io ci guadagno! Questo e solo questo significa la privatizzazione dell' assistenza sanitaria. Non è vero che il privato significa più efficienza e non è vero che efficienza significa trasformare l'ospedale in una fabbrica o meglio in un officina dove viene riparato il più velocemente possibile un guasto. Questo tipo di approccio può andar bene per qualche “guasto estemporaneo” come un'ernia inguinale, una frattura, ma le patologie dominanti nei paesi occidentali sono quelle cronico-degenerative nelle quali l'assistenza e la presa in carico del paziente come intero, e non come organo guasto, è presupposto fondamentale per una corretta diagnosi, terapia e riabilitazione. E' vero che molte situazioni non necessitano di un ricovero in ospedale in quanto potrebbero trovare adeguata sistemazione in strutture alternative, ma il problema è che nel nostro paese queste strutture o non esistono o se esistono non sono quasi in mai in grado di assistere adeguatamente questo tipo di pazienti. Perchè se è vero che questi malati non necessitano di apparecchiature sofisticate, ciò non toglie che abbiano bisogno di piu' assistenza alla persona e non meno! E invece il privato spesso è così efficiente che prende i soldi pubblici e poi lesina sulla quantità e qualità dell'assistenza Il secondo aspetto istituzionale è quello dei rapporti con vertici e struttura dell' Ulss12. L'origine di tutto è stato credo l'abbraccio mortale con Mestre; invece di cercare un' integrazione ed una specificazione dei due Ospedali l'unificazione ha comportato lo svuotamento dell'Ospedale di Venezia sentito come una palla al piede e il concentrarsi di tutte le risorse sull' Ospedale di Mestre. Questo prima di una qualsiasi valutazione dei bisogni e dell'efficienza e qualità dei servizi esistenti, con una progressiva emarginazione dai processi decisionali dei Direttori dell' Ospedale di Venezia. Nonostante abbia cercato sempre di ottemperare a ogni richiesta, anche la più strampalata, dell'amministrazione, i rapporti con la dirigenza sono progressivamente peggiorati e se in questi anni siamo riusciti a mantenere un alto standard operativo, lo si deve solo a tutto il personale della Cardiologia e all'Associazione Amici del Cuore che ha contribuito in maniera sostanziale alla qualità dell'assistenza, attraverso il volontariato in reparto, e il mantenimento di una struttura tecnologica della Cardiologia adeguata, tramite un volume di donazioni veramente impressionante. Vi ricordo solo il rifiuto dell' Amministrazione di inaugurare con la dovuta enfasi la nuova sala di emodinamica interamente dovuta a donazione privata transitata attraverso l'Associazione. Nell'ultimo anno si è fatta poi drammatica la situazione del personale medico: alla mancata sostituzione della Drssa Romano e alla maternità della Drssa Pasqualetto, si sono aggiunte le dimissioni della Drssa Martini, grave perdita nel settore più delicato, proprio quello dell'emodinamica, anche in questo caso dovuta a scelte avventate dell' amministrazione. E questa emorragia non è destinata a fermarsi: a breve distanza dalle mie dimissioni è probabile che altri due medici lascino il servizio. Questo ha comportato e comporterà una progressiva massiccia riduzione dell'attività soprattutto ambulatoriale, cioè rivolta ai pazienti non ricoverati, con conseguente allungamento a dismisura delle liste d'attesa per esami cardiologici. Bisogna tener presente che molte delle prestazioni tagliate sono effettuate esclusivamente presso la nostra Cardiologia nella città di Venezia. Bene, di fronte alla mia pressante richiesta di sostituzione di questi medici mancanti la risposta dell'amministrazione è stata totalmente negativa. E allora io non me la sento di continuare a dirigere una struttura che risponde ai pazienti che necessitano di accertamenti, controlli, visite “tornate il prossimo anno” oppure “pagate se volete essere assistiti in tempi decenti” e non sono disposto a restare a presidiare la Cardiologia assistendo impotente al suo progressivo svuotamento. Preferisco andarmene sperando che la persona che prenderà il mio posto trovi la strada per ottenere quello che io non sono riuscito ad avere e pregandovi di mantenere alta l' attenzione e la sorveglianza perchè la Cardiologia mantenga e migliori gli obiettivi fin qui raggiunti. Da parte mia ritornando ad essere un semplice cittadino veneziano non vi farò mancare il mio appoggio per ogni iniziativa a sostegno della nostra Cardiologia. Con grande riconoscenza
Gabriele Risica 


domenica 9 gennaio 2011

Salvatore Lihard "Al Lido è stato tolto molto"

IL GAZZETTINO 9 Gennaio 2011

   In una recente intervista sul Gazzettino (2 gennaio 2011) il Direttore Generale Padoan della Ulss 12 affermava: “Al Lido non ho tolto nulla”. Vorremmo restare allora ai fatti e attenerci al detto “verba volant, scripta manent”.
      Nel novembre 2002 la Giunta regionale deliberò un drastico taglio di posti letto (da 1.456 a 1.061) per la Ulss 12, chiudendo definitivamente l’Ospedale al Mare comprese le ultime Divisioni per degenze di Lungodegenza e Reumatologia. A fronte delle proteste dei cittadini la Regione decise di rafforzare i servizi socio-sanitari dell’isola, ma anche delle aree del Distretto 2, con l’impegno di: restaurare tutto il Padiglione Rossi (Monoblocco) e lì concentrare tutti i servezi; mantenere il Suemcon 2 posti letto di Terapia sub-intensiva (come strutture di stabilizzazione dei codici rossi non trasportabili e di supporto al Day-surgery); 2 autoambulanze e una idroambulanza fissa a San Nicolò;

Antonio Padoan "Al Lido non ho tolto nulla"

IL GAZZETTINO 2 Gennaio 2011

   «A1 Lido non ho tolto nulla» «L'ex ospedale per fare ill Palacinema? Lo avevo detto quattro anni fa» DIRETTORE Antonio Padoan «La situazione attuale per la vendita dell'ex ospedale al mare? La stessa che io avevo indicato quattro anni fa». Ora che l'operazione di vendita è stata ufficializzata, il direttore generale dell'Ulss 12, Antonio Padoan può togliersi, pur con eleganza e senza voler fare polemica, qualche sassolino dalla scarpa. Fin dall'inizio è stato lui, tra i primi, ad indicare la strada: vendere l'ex ospedale al mare, e dai padiglioni vuoti dell'ex ospedale al mare, tirare fuori i fondi per realizzare il nuovo Palacinema. Tanto che, nella prima procedura, era proprio l'Ulss 12 a fungere da "stazione appaltante". Negli ultimi tempi ha seguito, in silenzio l'evolversi degli eventi.

giovedì 23 dicembre 2010

COMUNICATO

Abbiamo appreso che la gara di oggi per la vendita delle aree dell’ex Ospedale al Mare è andata deserta. “Stranamente” non ha partecipato neanche Est Capital, che aveva stipulato il preliminare d’ acquisto relativo al precedente bando e che aveva chiesto, nella famosa busta A, la mega-darsena e l’abbattimento del Monoblocco, richieste recepite nonostante la petizione sottoscritta da più di 8.000 abitanti.

domenica 31 ottobre 2010

Stop al nuovo bando per l'ospedale al Mare (La Nuova Venezia)

«Alla fine, commissario e Comune vogliono vendere il Monoblocco trasferendo ancora più lontano dall'ospedale civile i servizi sanitari, con grave danno per i lidensi. Vogliono "regalare" ai privati una darsena da 2500 posti, che porterà solo inquinamento e traffico, e un'intera spiaggia. In cambio di cosa? Di una sala cinematografica: il nuovo bando la vendita dell'ospedale al Mare va bloccato».  

sabato 30 ottobre 2010

Quella darsena inquinerà le spiagge (il Gazzettino)

Una sola domanda e una sola risposta, senza tanti giri di parole: «Alberghi, centro benessere, torri, spiaggia non più libera, darsena da 2.500 posti in mare. A chi giova questa mega operazione immobiliare sul Lido? Ai privati, che con la comoda scusa del palazzo del Cinema avranno mano libera su tutta l’isola. Il tutto alla "modica" cifra di 90 milioni per costruire una sola sala cinematografica e con danni ambientali incalcolabili».

mercoledì 27 ottobre 2010

CINEMA ASTRA - ORDINE DEL GIORNO

Dopo il fallimento del protocollo del gennaio 2006, dopo quello del maggio 2007, si apprende dalla stampa che il Comune di Venezia, in accordo con il Commissario governativo, si accingerebbe a preparare un nuovo bando di gara, che prevede non solo la vendita delle aree dell’ex Ospedale al mare, ma anche l’abbattimento del Monoblocco e della sua piscina per talassoterapia, la privatizzazione della spiaggia dell’ex OAM e l’approvazione di una megadarsena da 2.500 posti barca.

domenica 24 ottobre 2010

Sciopero del 21.10.2010

Leggendo le notizie sulla partecipazione allo sciopero della Sanità proclamato contro la dirigenza dell' ULss 12 veneziana, vedo, ancora una volta, come il giorno dopo ci sia sempre un balletto nel conteggio dei partecipanti alla manifestazione.
Leggi articoli...->

domenica 5 settembre 2010

IL MONOBLOCCO NON SI TOCCA (Il corriere del veneto)

Monoblocco, mille no all'abbattimento Corteo al Lido contro il progetto Est Capital. Ca' Farsetti-governo: piano per completare il Palazzo VENEZIA Da destra a sinistra, giovani, anziani, mamme, bambini e disabili, Tutti in corteo per dire no alla trasformazione dell'ex ospedale al Mare e per salvare il Monoblocco. Un migliaio di persone, hanno sfilato lunghe le strade del Lido «sfiorando» la Mostra del Cinema mentre il sindaco sta trattando con il governo la soluzione per recuperare i fondi necessari per realizzare il nuovo Palazzo così come era stato progettato originariamente, anche con il piano interrato.

IL MONOBLOCCO NON SI TOCCA (La Nuova Venezia)

MANIFESTAZIONE IN GRAN VIALE 
Monoblocco, 800 «no» alla vendita Affollato corteo in dVesa della struttura sanitaria pubblica LIDO. Il corteo per la difesa della sanità lidense supera ogni aspettativa degli organizzatori e riesce a mobilitare un numero di partecipanti superiore a qualsiasi altra iniziativa simile nell'isola, evidenziando chiaramente quale sia il punto di vista dei lidensi sulla questione della vendita del Monoblocco.

IL MONOBLOCCO NON SI TOCCA (Il Gazzettino)

Monoblocco, 1000 in corteo alla Mostra Mobilitazione per chiedere il mantenimento della struttura dell'Ulss a uso sanitario, bloccato per quasi due ore il Gran Viale 
Lorenzo Mayer
LIDO In mille in corteo al Lido per chiedere il mantenimento del monoblocco dell'ex ospedale al mare ad uso sanitario. Un migliaio di persone, secondo le stime della polizia municipale, ha preso parte ieri pomeriggio alla manifestazione, promossa dal Coordinamento per la sanità pubblica.

lunedì 30 agosto 2010

MANIFESTAZIONE PER IL MONOBLOCCO

MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA ULSS 12

ANCORA TUTTI INSIEME
per difendere il Monoblocco
e la piscina dell’ex Ospedale al Mare

ancora a manifestare
venerdì 3 settembre 2010
alle ore 17,30
in piazzale S.M.Elisabetta-Lido




Perché non vogliamo perdere la piscina e il Monoblocco:

- il Monoblocco, sede del Distretto socio-sanitario, del Punto di Primo Intervento, del Centro di salute mentale, è utilizzato oltre che dai lidensi, dai cittadini di Pellestrina, Murano, Burano, Treporti, Ca’ Savio, Cavallino.
- trasferire i servizi altrove creerebbe enormi disagi;
- portare il Punto di Primo Intervento agli Alberoni è pericoloso. Come potrebbe passare l’autoambulanza in caso di problemi nell’unica strada di collegamento (ad es. nella strettoia di Malamocco)?;
- un paziente in pericolo di vita verrebbe portato prima in autoambulanza agli Alberoni e poi riportato a San Nicolò per la idroambulanza al Pronto Soccorso del Civile. Non si tratta solo di disagio, ma rischio e pericolo di vita!
- con la vendita del Monoblocco agli speculatori (che pretendono ancora altre migliaia di metri cubi da cementificare, compresa la darsena sulla spiaggia di San Nicolò), i cittadini perderebbero ulteriormente altri servizi sanitari, tra cui definitivamente la piscina per la riabilitazione, che funziona con acqua marina. Oltre che ingiusto, ciò è immorale, soprattutto se viene fatto, come ci dicono, per costruire una sala cinematografica altro che nuovo e grande Palazzo del Cinema!;
- è ingiusto e immorale, sapendo che la ULSS 12 ha pagato milioni di euro con i soldi dei cittadini per il restauro di parte del Monoblocco.

sabato 7 agosto 2010

Assemblea Pubblica al MONOBLOCCO

Lunedì 9 agosto alle ore 9 Assemblea urgente davanti al Monoblocco dell'ex Ospedale al Mare Lido di Venezia

Passaparola

domenica 27 giugno 2010

APPELLO PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI VENEZIANI

SOS la sanità veneziana rischia il collasso !

APPELLO PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI VENEZIANI

La grave situazione finanziaria della Ulss 12, che ha presentato 120 milioni di euro circa di debito nel 2009, sta avendo pesantissime ripercussioni sulla pelle dei cittadini e delle cittadine, degli operatori sanitari (medici, infermieri, addetti all'assistenza, ecc.).

Servizi eliminati: cancellata la Guardia di Gastroenterologia ed Otorinolaringoiatria a Venezia ed anche i 2 posti letto di terapia subintensiva al Lido.

mercoledì 23 giugno 2010

La Nuova Venezia: Il silenzio assordante della politica

Davanti al Civile manifestazione del comitato per la difesa dell'ospedale «Salute a Venezia: fatti, non parole». Uno striscione con appelli a Comune e sindaco perché intervengano a difesa della sanità pubblica ha fatto ieri da sfondo alla manifestazione del movimento per la tutela dell'ospedale Civile. Davanti all'ospedale si sono riuniti una cinquantina di residenti muniti di cartelli che ricordano i punti deboli della sanità in centro storico: «Viviamo nel silenzio assordante della politica, che non prende in mano la situazione ha detto Salvatore Lihard al microfono non si conoscono le future sorti dei reparti di Medicina nucleare e di Emodinamica,

domenica 20 giugno 2010

La Nuova Venezia: Assemblea in campo

Sos emergenza sanità a Venezia. Con questo slogan il Movimento per la difesa della sanità pubblica in laguna organizza un- assemblea cittadina per mercoledì 23 giugno alle 18 in campo Santi Giovanni e Paolo. «Il punto sui servizi e la salute» questo l'ordine del giorno, sono stati invitati il sindaco, i consiglieri regionali, comunali e quelli di Municipalità.

mercoledì 9 giugno 2010

La Nuova Venezia: Emergenza medicina Nucleare e ambulanze

Non si parla di priorità, ma di emergenze. Chiedono risposte il Movimento per la difesa della sanità pubblica e i dipendenti della Asl 12 riuniti nella Confederazione dei comitati di base. Nel primo caso, il movimento avanza richieste per l'ospedale civile: idroambulanze, snellimento delle file al Pronto soccorso, fondi per l'adeguamento del reparto di Medicina Nucleare.

domenica 30 maggio 2010

La Nuova Venezia: La difesa dei primari, ma senza due colleghi.

Al vertice dell'Asi 12 c'è chi afferma la necessità di un ridimensionamento delle strutture saintarie lagunari La difesa dei primari, ma senza due colleghi C'è chi ha cercato di interpretare l'assenza dei due primari delle strutture per cui si agita il fantasma del ridimensionamento, Gabriele Risica di Cardiologia e Michele Sicolo di Medicina Nucleare, con il loro presunto mancato allineamento sulle posizioni dei colleghi schierati venerdì a sostenere che il Santi Giovanni e Paolo non solo non chiuderà, ma neppure verrà ridimensionato. Non avevano l'influenza e neppure erano impegnati altrove, semplicemente non sarebbero stati invitati all'incontro dal primario che lo ha organizzato. Il fronte di chi vuole dimostrare che nulla verrà smantellato sarebbe stato più credibile se anche Risica e Sicolo fossero stati presenti e avessero parlato.

giovedì 5 marzo 2009

Dall'ospedale dell'Angelo al territorio, necessaria una nuova programmazione dei servizi

Il 3 Marzo 2008 il Consiglio Comunale di Venezia ha approvato, con un solo voto di astensione, un importante ordine del giorno intitolato “Sanità veneziana- stato e prospettive”, in cui si ricorda che il Comune ha un ruolo fondamentale in materia di sanità e si invita il Sindaco e la Giunta a rappresentare nelle sedi di confronto e di concertazione con l’Azienda Ulss 12 alcune specifiche linee di indirizzo. Il Consiglio Comunale richiede all'Ulss 12 di condividere con il Comune di Venezia un progetto dettagliato sull’utilizzo funzionale degli spazi del nuovo Ospedale dell'Angelo in cui venga precisato quali prestazioni saranno garantite e quali, se previsto, verranno soppresse.